Non è solo questione d’accenti vocali. Se qualcuno avesse dei dubbi, vada a Ortigia e guardi bene la Fonte Aretusa, l’unico specchio d’acqua dolce d’Europa che ospita sia le papere, sia i papiri.
Guida pratica per i non siciliani: Ortigia è l’isola su cui si estende il centro storico di Siracusa. Quanto ad Aretusa, oggi è una sorgente che sgorga a due passi dal mare; un tempo era una ninfa bella e imprudente, che si tuffo nuda tra le onde.
Il dio marino Alfeo la vide e l’abbordò in modo spiccio, lei fuggì a riva e, per evitare altre molestie, si trasformo in una fonte purissima, priva di ogni appeal. La storia, come giurano molti poeti, da Omero a D’Annunzio, passando per Ovidio, è tutta vera.
Per vedere Aretusa bisogna attraversare quasi tutta Ortigia. Si parte da uno dei tre ponti che collegano la terraferma all’isola e subito ci s’imbatte nei resti di un tempio dorico, dedicato ad Apollo, souvenir di tempi gloriosi, quando Siracusa era la capitale morale della Magna Grecia, patria di Archimede, genio che non vinse il nobel solo perché nacque troppo presto.
Il tempio è l’unico ricordo di quei tempi, tutto il resto è sepolto sotto edifici di epoche successive; arabeggianti, neoclassici, liberty e soprattutto barocchi. Il risultato è un groviglio di case, chiese, vicoli, traboccante di balconcini ricamati come pizzi e di cavi elettrici che assomigliano a liane, che l’Unesco ha preso sotto la sua tutela come Patrimonio culturale dell’Umanità.
Palermo ha un notevole patrimonio architettonico ed artistico spaziando dagli stili barocchi a quelli arabo normanni, dai resti delle mura puniche a al neoclassicismo dei teatri. A oggi è il principale centro storico, culturale, economico-amministrativo sicilianoe una della principali mete turistiche regionali, nazionali ed europee.
Tra i monumenti spicca la Cattedrale, uno dei monumenti più belli e più significativi di Palermo ed anche uno dei più unitari nonostante la commistione degli stili, la sovrapposizione delle tendenze architettoniche e, proprio grazie alla sua articolata struttura riconducibile a diversi momenti stilistici si nota il susseguirsi delle trasformazioni che si riallacciano direttamente alla sua storia e a quella di Palermo.
Continua a leggere »
Zona archeologica di sommo interesse, Solunto distende i suoi scavi ai piedi del monte Catalfano. L’assetto urbanistico cittadini cosi come quello architettonico è di impostazione greco romana come attesta il complesso viario a maglie ortogonali incentrate sulle due arterie principali decorrenti in direzione nord sud ed est ovest ed includenti delle insulae, ovvero dei nuclei abitativi.
vedi anche Sicilia: Sferracavallo
Continua a leggere »
Inserita in un ambiente naturale caratterizzato da un’ampia insenatura che si insinua tra i monti Gallo e Pellegrino, Mondello si è sviluppata recentemente come centro balneare di primissimo ordine e di sicura fama internazionale.
La sua fortuna inizia sul finire dell’800 e nei primissimi anni dell’900 quando conosce un forte sviluppo urbano con il risanamento del territorio circostante e con la realizzazione di quartieri signorili e di abitazioni eleganti che si dispongono intorno al nucleo antico di Mondello rappresentato dal vecchio centro peschereccio.
vedi anche Bagheria in Sicilia
Continua a leggere »
Favorita da una splendida posizione che la vede distesa tra il monte Catalfano ed il mare, Bagheria è oggi diventata un’attiva e popolosa cittadina commerciale, ma in passato in particolare nel 500 fu particolarmente ricercata ed apprezzata dalle famiglie nobili e ricche della vicina Palermo.
Per questo motivo vi sorsero alcune splendide residenze estive che conferirono un volto singolare e signorile a tutta la località e che determinarono, con i loro viali, le loro architetture, i loro splendidi ed ampi giardini, un assetto urbano ed uno stile ben precisi.
vedi anche La zona archeologica siciliana di Solunto
Continua a leggere »
Commenti Recenti