Isole Solovki: L’arcipelago delle notti bianche


Le Solovki hanno un posto ben preciso nella conoscenza russa. Se dite a qualcuno che volete andarci, noterete inevitabilmente un’espressione curiosa: Le isole? Il Mar Bianco? Che meraviglia! Queste isole sono davvero affascinanti, solitarie e lontane, un frammento di tradizione condito di monasteri e cappelle piene di santi e sacerdoti.

Ma Le Solovki sono anche una terra di fantasmi, “la madre dei Gulag”: un’unica, grande foresta che si estende su sei isole roccioso e molti isolotti, dove centinaia di migliaia di persone hanno trovato la morte nei campi di lavoro forzato. Come nessun’altro posto le Solovki rappresentano una contraddizione: incarnano il bene e il male.

Quasi sei secoli fa, alcuni monaci ortodossi russi raggiunsero queste isole in cerca di nutrimento spirituale. Diffidavano della civiltà con le sue tentazioni, delle insidie e delle distrazioni che stare in mezzo ad altra gente implicava. Qui forgiarono un nuovo stile di vita, tranquillo e solitario, con la sola compagnia di dio, della preghiera e dei pescatori.

Edificarono un grande monastero di mattoni, che a un certo punto ad alcuni parve perfino eccessivo e fin troppo frequentato, tanto che misero a costruire cappelle più piccole e a scavare casette nella terra umida sulle sponde più remote delle isole. Oggi il monastero si erge, imponente tra il lago e l’imboccatura del porto.

Dentro, di solito ci sono dei turisti che, in gruppo o da soli, fanno la spola tra le cappelle e le pietre tombali di santi uomini. Ma si vedono soprattutto monaci barbuti in tunica nera, intenti a portare secchi d’acqua e guidare i pulmini.


I castelli della Loira


Ci troviamo in Francia, al centro della nazione transalpina. Nella Valle della Loira, che sorge sul fiume omonimo, si estendono per ettari ed ettari oltre 300 castelli, scelti dai nobili francesi, per le vacanze estive. Questi castelli risalgono al X secolo, per la bellezza e la particolarità della zona, l’Unesco ha dichiarato i Castelli della Loira come “Patrimonio dell’umanità.

I Castelli della Loira, furono progettati nella Valle della Loira, dagli architetti di Francesco I di Francia, che, stufo della vita parigina, decise di far costruire una residenza estiva in una zona lontana dal centro del potere, la capitale Parigi.

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Scozia: New Lanark alla ricerca dell’oro


Questa località di grande richiamo turistico, dichiarata Patrimonio dell’umanità, è annidata nella splendida gola boscosa del fiume Clude. Il villaggio fu fondato nel XVIII secolo da David Dale, che sfruttò l’energia prodotto dal Clude, dando vita a cotonifici che nel 1820 davano sostentamento ai 2500 abitanti. Ma fu grazie al genero di Dale (Robert Owen)che New Lanark divenne famosa come comunità modello.

Pioniere delle riforme sociali, Owen assicurò un invidiabile tenore di vita ai suoi dipendenti e alle loro famiglie, con benefici quali orari di lavoro ridotti, cure mediche  gratuite istruzione e attività culturali per tutti. Fece costruire edifici razionali e spaziosi: assunse apprendisti fra le file dei poveri fornendo loro alloggi e istruzione; diede per fino vita all’Institute for the formation od Character, volto all’educazione dei giovani.

Le sue idee, come il rifiuto di ricorrere al lavoro infantile, apparvero rivoluzionarie. Attualmente nel villaggio vivono circa 200 persone, molte delle quali si occuparono delle attività atte a conservare e tramandare questo patrimonio  storico. Tra le altre, la casa restaurata di un operaio del cotonificio, un negozio nello stile dell’epoca, la casa di Robert Owen, mostre varie, ed esposizioni di macchine.


Scozia Meridionale, un mondo magico


Il rilievo della Scozia meridionale è dominato dalle Southern Uplands, il grande sistema collinare che attraversa la regione in tutta la sua lunghezza. Per molto tempo, fu più facile navigare lungo costa che valicare queste alture, sicché le anguste e fertile aree litoranee furono le prime a essere abitate e, tuttora, sono tra le più popolose della regione.

Nelle terre migliori si coltivano cereali e si alleva bestiame da latte, mentre gli ondulati altipiani dell’interno ospitano sterminati greggi di pecore.

Innumerevoli castelli e residenza fortificate rievocano una secolare storia di conflitti confinari: furti di bestiame, ruberie, saccheggi, incendi erano all’ordine del giorno. Ma i ricordi più vivi di quei tempi turbolenti sono forse legati alle grandi abbazie dei Borders a Melrose, le loro splendide rovine veri monumenti dell’arte della distruzione, bastano a testimoniare i fasti del passato.

Oggi la regione è decisamente più tranquilla e la maggioranza degli odierni invasori è armata di crivello e badile. La costa orientale del paese, con le sue spiagge, i centri di villeggiatura, i villaggi di pescatori e le operose cittadine industriali, è da tempo un’area a spiccata vocazione turistica: parecchie delle sue località devono la fama al poeta e romanziere Walter Scott, che immortalò nei suoi romanzi la storia e la cultura delle denti di Scozia.


Sicilia: Sferracavallo


La località di Sferracavallo sorge sulla costa occidentale di Palermo, al di là del capo Gallo ed alle pendici dell’omonimo monte che scende aspro e selvaggio fino al mare creando un ambiente naturale di indubbia suggestione per l’emergere di picchi rocciosi in mezzo ad un paesaggio decisamente brullo.

vedi anche Sicilia: Monreale

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