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	<title>Viaggissimo &#187; storia</title>
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	<description>Le migliori recensioni sui viaggi e sulle vacanze scritti dai migliori reporter VOI!</description>
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		<title>I castelli della Loira</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 20:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci troviamo in Francia, al centro della nazione transalpina. Nella Valle della Loira, che sorge sul fiume omonimo, si estendono per ettari ed ettari oltre 300 castelli, scelti dai nobili francesi, per le vacanze estive. Questi castelli risalgono al X secolo, per la bellezza e la particolarità della zona, l&#8217;Unesco ha dichiarato i Castelli della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci troviamo in <strong>Francia</strong>, al centro della nazione transalpina. Nella <strong>Valle della Loira</strong>, che sorge sul fiume omonimo, si estendono per ettari ed ettari oltre 300 castelli, scelti dai nobili francesi, per le vacanze estive. Questi castelli risalgono al X secolo, per la bellezza e la particolarità della zona, <strong>l&#8217;Unesco ha dichiarato i Castelli della Loira come &#8220;<em>Patrimonio dell&#8217;umanità</em>&#8220;</strong>.</p>
<p>I <strong>Castelli della Loira</strong>, furono progettati nella Valle della Loira, dagli architetti di Francesco I di Francia, che, stufo della vita parigina, decise di far costruire una residenza estiva in una zona lontana dal centro del potere, la capitale Parigi.</p>
<p><span id="more-830"></span></p>
<p>I castelli vennero abbandonati quando la vita politica fu incentrata solo a Parigi, ma con l&#8217;avvento della rivoluzione francese, alcuni Castelli della Loira furono depredati e distrutti.</p>
<p>Il fiume Loira ha una lunghezza di 1.020 km, nasce nel Massiccio Centrale ed è il fiume più esteso della Francia. Si divide in Alta Loira e Bassa Loira; attraversa tantissime città, fra cui Orlèans,Tours e Nantes. La Loira sfocia nell&#8217;Oceano Atlantico.</p>
<p>Raggiungere la Loira è facile: l&#8217;aeroporto <strong>Tours &#8211; Loire Valley</strong> di Tours, e l&#8217;aeroporto di Nantes, <strong>Nantes-Atlantique </strong>permettono l&#8217;arrivo in aereo. Inoltre attraversando la Francia, è possibile arrivare in auto,treno o bus.</p>
<p>Come dicevamo precedentemente, i castelli superano le 300 unità, quindi sarebbe impossibile descriverli tutti. Quindi parleremo dei castelli più importanti e rappresentativi della Loira.</p>
<p>Il <strong>Castello di Chambord</strong> è forse fra i più imponenti e maestosi fra tutti i castelli della Loira. Fu creato intorno al 1520, quando Francesco I decise di avere una residenza di campagna. In seguito venne anche rinforzata e ammodernata; fra gli altri, anche Leonardo da Vinci fu ospite del Re a Chambord.</p>
<p>Il <strong>Castello di Angers</strong> nasce sulle rovine di un sito gallo-romanico, dominando la città di Angers. Questo castello fu eretto fra il 1228 e 1238 per volontà di Bianca di Castiglia. Questo austero maniero fu rafforzato a fine 1500, con 17 torrioni cilindrici. All&#8217;interno è presente anche una Cappella con affreschi del XVI secolo.</p>
<p>Il <strong>Castello di Chaumont</strong> è una fortezza medievale dell&#8217;Undicesimo secolo. A ordinare la sua creazione fu il Conte di Blois, Odo I; in seguito fu acquisito da Caterina de Medici che lo ristrutturò.</p>
<p>Il <strong>Castello di Blois</strong> è uno dei più conosciuti: formato da più edifici di epoche diverse, è stato costruito nel Tredicesimo secolo, su un dirupo che domina la città di Blois. All&#8217;interno si può ammirare il Museo Archeologico, con reperti di epoca medievale.</p>
<p>Il <strong>Castello di Châteaudun</strong> si affaccia sulla Valle della Loira, occupando una posizione molto strategica sulla pianura di Beauce.  Dapprima un castello feudale, divenne una comoda ed elegante residenza estiva. Meravigliosa la Cappella, circondata da 15 statue ed affreschi. Bellissimo il giardino che circonda il Castello.</p>
<p><strong>Il castello di Chenonceau</strong> sorge sulle sponde del fiume Cher, ottenendo uno splendido riflesso naturale. Conosciuto come &#8220;<em>Castello delle Dame</em>&#8220;, fu costruito nel 1513, su ordine di Catherine Briçonnet. Madame Dupin lo salvò dai pericoli della Rivoluzione Francese, ancora oggi possiamo ammirare arazzi, quadri, mobili rinascimentali e lo stupendo giardino alla francese, che circonda il castello.</p>
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		<title>Scozia: New Lanark alla ricerca dell’oro</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 16:57:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa località di grande richiamo turistico, dichiarata Patrimonio dell’umanità, è annidata nella splendida gola boscosa del fiume Clude. Il villaggio fu fondato nel XVIII secolo da David Dale, che sfruttò l’energia prodotto dal Clude, dando vita a cotonifici che nel 1820 davano sostentamento ai 2500 abitanti. Ma fu grazie al genero di Dale (Robert Owen)che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa località di grande richiamo turistico, dichiarata Patrimonio dell’umanità, è annidata nella splendida gola boscosa del fiume Clude. Il villaggio fu fondato nel XVIII secolo da David Dale, che sfruttò l’energia prodotto dal Clude, dando vita a cotonifici che nel 1820 davano sostentamento ai 2500 abitanti. Ma fu grazie al genero di Dale (Robert Owen)che New Lanark divenne famosa come comunità modello.</p>
<p>Pioniere delle riforme sociali, Owen assicurò un invidiabile tenore di vita ai suoi dipendenti e alle loro famiglie, con benefici quali orari di lavoro ridotti, cure mediche  gratuite istruzione e attività culturali per tutti. Fece costruire edifici razionali e spaziosi: assunse apprendisti fra le file dei poveri fornendo loro alloggi e istruzione; diede per fino vita all’Institute for the formation od Character, volto all’educazione dei giovani.</p>
<p>Le sue idee, come il rifiuto di ricorrere al lavoro infantile, apparvero rivoluzionarie. Attualmente nel villaggio vivono circa 200 persone, molte delle quali si occuparono delle attività atte a conservare e tramandare questo patrimonio  storico. Tra le altre, la casa restaurata di un operaio del cotonificio, un negozio nello stile dell’epoca, la casa di Robert Owen, mostre varie, ed esposizioni di macchine.</p>
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		<title>Scozia Meridionale, un mondo magico</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 16:52:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il rilievo della Scozia meridionale è dominato dalle Southern Uplands, il grande sistema collinare che attraversa la regione in tutta la sua lunghezza. Per molto tempo, fu più facile navigare lungo costa che valicare queste alture, sicché le anguste e fertile aree litoranee furono le prime a essere abitate e, tuttora, sono tra le più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rilievo della Scozia meridionale è dominato dalle Southern Uplands, il grande sistema collinare che attraversa la regione in tutta la sua lunghezza. Per molto tempo, fu più facile navigare lungo costa che valicare queste alture, sicché le anguste e fertile aree litoranee furono le prime a essere abitate e, tuttora, sono tra le più popolose della regione.</p>
<p>Nelle terre migliori si coltivano cereali e si alleva bestiame da latte, mentre gli ondulati altipiani dell’interno ospitano sterminati greggi di pecore.</p>
<p>Innumerevoli castelli e residenza fortificate rievocano una secolare storia di conflitti confinari: furti di bestiame, ruberie, saccheggi, incendi erano all’ordine del giorno. Ma i ricordi più vivi di quei tempi turbolenti sono forse legati alle grandi abbazie dei Borders a Melrose, le loro splendide rovine veri monumenti dell’arte della distruzione, bastano a testimoniare i fasti del passato.</p>
<p>Oggi la regione è decisamente più tranquilla e la maggioranza degli odierni invasori è armata di crivello e badile. La costa orientale del paese, con le sue spiagge, i centri di villeggiatura, i villaggi di pescatori e le operose cittadine industriali, è da tempo un’area a spiccata vocazione turistica: parecchie delle sue località devono la fama al poeta e romanziere Walter Scott, che immortalò nei suoi romanzi la storia e la cultura delle denti di Scozia.</p>
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		<title>Sicilia: Sferracavallo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 13:36:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La località di Sferracavallo sorge sulla costa occidentale di Palermo, al di là del capo Gallo ed alle pendici dell&#8217;omonimo monte che scende aspro e selvaggio fino al mare creando un ambiente naturale di indubbia suggestione per l&#8217;emergere di picchi rocciosi in mezzo ad un paesaggio decisamente brullo.
vedi anche Sicilia: Monreale

La cittadina, che costituisce la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La località di Sferracavallo sorge sulla costa occidentale di Palermo, al di là del capo Gallo ed alle pendici dell&#8217;omonimo monte che scende aspro e selvaggio fino al mare creando un ambiente naturale di indubbia suggestione per l&#8217;emergere di picchi rocciosi in mezzo ad un paesaggio decisamente brullo.</p>
<p><a href="http://www.viaggissimo.com/italia/sicilia-monrealesicilia-monreale.html" target="_blank"><em>vedi anche <strong>Sicilia: Monreale</strong></em></a></p>
<p><span id="more-677"></span></p>
<p>La cittadina, che costituisce la continuazione della periferia di Palermo, è conosciuta come centro marinaro, l&#8217;attività peschereccia è molto sviluppata ed apprezzata come stazione balneare in funzione della quale ha organizzato le sue attrezzature turistiche ed ha sviluppato una zona residenziale piacevole e ridente.</p>
<p>La presenza di una piccola ma ben riparata insenatura offre uno specchio d&#8217;acqua tranquillo per le attività balneari ed anche per le imbarcazioni di porto. Sferracavallo mantiene intatti usi e costumi locali di lontana tradizione.</p>
<p>Ricordiamo tra le varie manifestazioni quella che per diversi giorni coinvolge l&#8217;intera popolazione, vale a dire la festa dei santi Cosma e Damiano le cui effigi, nel momento culminante della manifestazione vengono  trasportate a spalla attraverso le strade del abitato su appositi baldacchini.</p>
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		<title>Firenze: la nascita della moda</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:35:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era la metà del trecento quando i nobili impiegavano stoffe rare e preziosi, i pesanti panni di lana pettinati a Firenze, le sete provenienti da Cipro, Damasco e Lucca; il tutto ravvivato dai colori che il progresso dell’arte dei tintori permetteva di ottenere in un’infinità di sfumature, vedi anche Photographic Workshop in Toscana.
L’arte della seta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era la metà del trecento quando i nobili impiegavano stoffe rare e preziosi, i pesanti panni di lana pettinati a Firenze, le sete provenienti da Cipro, Damasco e Lucca; il tutto ravvivato dai colori che il progresso dell’arte dei tintori permetteva di ottenere in un’infinità di sfumature, <a href="http://www.viaggissimo.com/italia/toscana-tutti-al-photographic-workshop.html" target="_blank"><em>vedi anche <strong>Photographic Workshop in Toscana</strong></em></a>.</p>
<p>L’arte della seta o di Por Santa Maria nacque alla fine del secolo XII, nella zona della piazza del Mercato Nuovo, oggi conosciuta come Loggia del Porcellino. Intorno ad essa si concentravano le sedi delle più ricche e potenti corporazioni di arte e mestieri, come quella dei Mercanti di Calimala, della Lana e del Cambio.</p>
<p><span id="more-551"></span></p>
<p>La sede primitiva si trovava nella via che ancora oggi ne porta il nome. Intorno al 1313, qui fu affittata una bottega ed adornata con un tabernacolo che conteneva l’immagine della Vergine e di due Santi. Verso la fine del Trecento, fu acquistata la sede di via del Capaccio, ancora oggi riconoscibile per lo stemma dell’arte posto sopra il portale.</p>
<p>I setaioli fiorentini erano commercianti e tessitori; la produzione della seta in città registro un incremento fin dal 1314, anno in cui Lucca, che già deteneva il primato in questo settore, venne conquistata e saccheggiata da Ugaccione della Faggiola, signore di Pisa.</p>
<p>Molti setaioli lucchesi, per sfuggire alla rovina economica decisero perciò di trasferirsi a Firenze, apportando anche tutte le loro conoscenze, la produzione si fece più variegata e gli splendidi tessuti divennero sempre più richiesti.</p>
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		<title>La bellissima e felice Capri</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 15:05:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sarà stato certamente un motivo per cui l’uomo più potente del mondo, all’apice del suo trionfo decide di abbandonare la capitale nella quale dominava il proprio impero, e si ritirò a Capri, dove fece costruire un palazzo di cui oggi possiamo ammirare solo i ruderi, ma che appare folgorante e imprescindibile come l’isola che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sarà stato certamente un motivo per cui l’uomo più potente del mondo, all’apice del suo trionfo decide di abbandonare la capitale nella quale dominava il proprio impero, e si ritirò a Capri, dove fece costruire un palazzo di cui oggi possiamo ammirare solo i ruderi, ma che appare folgorante e imprescindibile come l’isola che lo ospita.</p>
<p>Tacito scrisse che a quei tempi c’erano ben dodici ville imperiali, e da allora Capri ha attirato scrittori e poeti capi di stato e rivoluzionari, stelle del cinema e pittori, che nel corso dei secoli l’hanno celebrata come il luogo dove vivere il sogno di una vita solare, completamente isolata dalla quotidianità del mondo a pochi chilometri di distanza.</p>
<p><span id="more-470"></span>La lista è impressionante: Pablo Neruda, Axel Munthe ma anche Mariah Carey e Harrison Ford, questi sono solo alcune delle celebrità che sono passate da Capri. Per la bellezza, certamente, per l’atmosfera ridente, per il contrasto unico tra dolcezza e forza, solarità e solennità ma anche per l’idea di promessa che Capri è riuscita a comunicare sin all’inizio della propria storia.<br />
La Spettacolarità del luogo e la costante presenza di un’autentica dimensione culturale non possono certo nascondere i pochi momenti tragici, come il periodo della conquista da parte del terribile Hayreddin Pasha, detto Barbarossa.</p>
<p>A metà del cinquecento tenne l’isola sotto un dominio di terrore. Ancora oggi Capri riesce a essere memoria e identità, e nonostante qualche concessione di troppo ad anonimi negozi di lusso nella parte più commerciale, mantiene in vita la stessa atmosfera ridente che accolse i primi visitatori.</p>
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		<title>La Cagliari vera e sincera</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 18:20:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da sempre i viaggiatori sbarcano e ripartono, e Cagliari continua a vivere la propria quotidianità. E una vecchia signora mollemente adagiata sui colli in riva al mare,che riceve i suoi ospiti con una certa riservatezza.

Ma a pensarci bene è solo un gran vantaggio per chi arriva in visita e ha l'opportunità di scoprirla senza i filtri dell'industria turistica. Le guide, quelle si leggono a casa o in viaggio, poi, una volta sbarcati dall'aereo o dalla nave, bisogna chiuderla in valigia. Cagliari è una città dove è un piacere chiedere informazioni e dove il “detto” a ancora un senso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Da sempre i viaggiatori sbarcano e ripartono, e<strong> Cagliari</strong> continua a vivere la propria quotidianità. E una vecchia signora mollemente adagiata sui colli in riva al mare,che riceve i suoi ospiti con una certa riservatezza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma a pensarci bene è solo un gran vantaggio per chi arriva in visita e ha l&#8217;opportunità di scoprirla senza i filtri dell&#8217;industria turistica. Le guide, quelle si leggono a casa o in viaggio, poi, una volta sbarcati dall&#8217;aereo o dalla nave, bisogna chiuderla in valigia. Cagliari è <strong>una città dove è un piacere chiedere informazioni</strong> e dove il “detto” a ancora un senso.<span id="more-380"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Chi affamato si aggira alla ricerca di un ristorante conviene che infili la testa nel negozio del barbiere  o in una farmacia e il nome che entrambi indicheranno sarà senza altro giusto. Al di la delle credenze sui sardi taciturni, <strong>ai cagliaritani piace parlare e chiaccherare</strong>. Eccome! E se il tema è il quartiere emerge subito l&#8217;orgoglio di appartenenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questa è la dimensione da conoscere, facendo ben attenzione all&#8217;equilibrio tra passato,presente e futuro, e alla vita della gente comune.Senza dimenticare il mare che è sempre li, esattamente dietro l&#8217;angolo. Cagliari vista dal largo e dal cielo sembra pittosto estesa, ma va girata a piedi come fanno i suo abitanti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La passillara</strong> è una vera e propria arte, nulla a che vedere con lo struscio. E un modo di concepire il passeggio come un procedere lento per dare respiro alla chiaccherata, e se l&#8217;argomento all&#8217;improvviso diventa importante lo si sottolinea con una sosta che  dura il tempo di dare il giusto peso alle parole. Una strategia del camminare con piacere in una città dove le salite e le discese sono un continuo alternarsi.</p>
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		<title>Nell&#8217;arcipelago del Quarnero ecco cosa c&#8217;è da visitare nell&#8217;isola di Cres</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 06:37:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri ho parlato dell'isola di Cres in generale, vi ho elencato in cosa consiste la bellezza di quest'isola, oggi  voglio proporvi un interessante itinerario da visitare durante una vostra vacanza in questi posti fantastici.

Tra le cose più caratteristiche da vedere sicuramente ci sono i resti delle antiche mura con una torre cilindrica,ora sede di uno splendido pub aperto tutte le sere durante il periodo estivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho parlato dell&#8217;<strong>isola di Cres</strong> in generale, vi ho elencato in cosa consiste la bellezza di quest&#8217;isola, oggi  voglio proporvi un interessante itinerario da visitare durante una vostra vacanza in questi posti fantastici.</p>
<p>Tra le cose più caratteristiche da vedere sicuramente ci sono i resti delle antiche mura con una <strong>torre cilindrica</strong>,ora sede di uno splendido pub aperto tutte le sere durante il periodo estivo.</p>
<p><span id="more-348"></span></p>
<p>Delle mura facevano anche parte tre porte; <strong>porta Marcella a Nord, porta Bragadina a Sud e i resti di porta S. Michele</strong>. Fino al tramonto di Venezia, la città visse entro le mura, fuori delle quali sorsero due conventi. Le mura furono abbattute nell&#8217;Ottocento ma ancora oggi si possono visitare ancora resti presenti all&#8217;interno della piccola località.</p>
<p>Tra le chiese più importanti bisogna citare, <strong>la chiesa parrocchiale della Madonna della Neve</strong>, con campanile seprato del XVIII secolo, si tratta di un monumento a tre navate con elementi gotici e rinascimentali. Vi si custodisce una<strong> collezione di quadri di antichi maestri</strong>, fra cui un politico  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alvise_Vivarini">Alvise Vivarini</a>.</p>
<p>Poi troviamo la chiesa di <strong>S.Isidoro patrono della città</strong>,  sorge dietro a palazzo Petris;  romanica, con facciata gotica è la più antica della città. Il gotico <strong>Palazzo Petris</strong>, ospita il museo civico; un imponente collezione di anfore antiche, il lapidario,icone medievali, collezioni di etnografica e numismatica. In questo palazzo nel 1529, nacque il grande filosofo Patrizi Ptritius.</p>
<p>Cres vanta anche un convento francescano con due chiostri: l&#8217;esterno rinascimentale, cimitero i illustri chersini, e l&#8217;interno più antico con il primo stemma comunale scolpito sulla vera della cisterna. Le bellezze di quest&#8217;isola sono davvero tante ed è un vero peccato farsele scappare.</p>
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		<title>Viaggio tra archeologia e arte alla scoperta della Tunisia</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 00:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensando alla Tunisia sprazzi di storia tornano alla mente, le guerre puniche, Annibale e cosi via un’aurea mistica si ritrova in questi paesaggi, decorazioni color sabbia del deserto, mare blu intenso, mare diventato nostrum dopo varie lotte con una città ricca di arte islamica.]]></description>
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Pensando alla <strong>Tunisia</strong> sprazzi di storia tornano alla mente, le guerre puniche, Annibale e cosi via un’aurea mistica si ritrova in questi paesaggi, decorazioni color sabbia del deserto, mare blu intenso, mare diventato nostrum dopo varie lotte con una città ricca di arte islamica.<span id="more-357"></span></p>
<p>Un posto sicuramente da visitare è <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cartagine">Cartagine</a>,</strong> di essa rimangono<strong> poche rovine</strong>,  circa una decina di siti archeologici sparsi in circa 2 km, che riescono a dare un’idea dell’autentico splendore di un tempo.</p>
<p>La partenza per ammirare questi resti è<strong> la collina di Byrsa,</strong> dove si possono ammirare resti di abitazioni di un tempo, da notare il <strong>museo di Cartagine</strong> presente sempre sulla collina, al suo interno si possono osservare reperti punici di valore inestimabile e una collezione di statue romane.</p>
<p>Per chi desidera visitare zone archeologiche, consiglio <strong>Tophet</strong> si tratta del più <strong>antico luogo di culto cartaginese.</strong> Un tempo in questo posto si compivano sacrifici umani, ogni singola stele che compone questo cimitero per 200 metri rappresenta un bambino sacrificato. Infine, merita una visita, l’anfiteatro, il più grande di tutta l’Africa imperiale e il parco delle ville Romane, con le terme di Antonino che ancora oggi stupiscono i turisti per la loro maestosità.</p>
<p>Spostiamoci verso<strong> Tunisi</strong>, dove si trova il<strong> Palazzo del Bardo</strong>, si tratta di una costruzione molto antica, rappresenta il museo più importante della Tunisia grazie alle collezioni presenti che fanno parte di tutto il bacino Mediterraneo. Qui troverete di tutto da resti della preistoria fino al periodo punico fino all’epoca romanica.</p>
<p>I pezzi più importanti sono sicuramente le statue romane ritrovate a <strong>Bulla Regia</strong>, gli stupendi mosaici romani, i reperti sottomarini scoperti a Mahdia e un’infinita di gioielli di bronzo, oggetti in rame e strumenti musicali provenienti dall’Italia.</p>
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		<title>Palermo e la sua Palazzina Cinese</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 14:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Molto originale nella sua impostazione architettonica, la cosiddetta palazzina cinese offre una strana commistione di stili che vanno dal severo ma elegante neoclassicismo presente soprattutto  nei colonnati del secondo piano, a quello goticheggiante di sapore medievale.
Ma la caratteristica di maggior spicco e di una certa curiosità per gli effetti particolarissimi che produce sugli stessi elementi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto originale nella sua impostazione architettonica, la cosiddetta palazzina cinese offre una strana commistione di stili che vanno dal severo ma <strong>elegante neoclassicismo</strong> presente soprattutto  nei colonnati del secondo piano, a quello goticheggiante di sapore medievale.</p>
<p>Ma la caratteristica di maggior spicco e di una certa curiosità per gli effetti particolarissimi che produce sugli stessi elementi architettonici, è quella che riguarda<strong> l’applicazione di stilemi e decorazioni esotiche di gusto cinese</strong> ( di qui il nome dato alla palazzina), come la copertura a padiglione o certi elementi curvilinei che sottolineano la struttura muraria, secondo un gusto abbastanza diffuso alla fine del 700.</p>
<p><span id="more-284"></span>Realizzata dal Marvuglia<strong> nel parco della Favorita per re Ferdinando III</strong> di Borbone e per la consorte, fu anche abitata dall’ammiraglio Nelson. All’interno, oltre ad un insieme di soluzioni davvero singolari, si può ammirare una ricca collezione di stampe e sete cinesi e dipinti settecenteschi.</p>
<p>Singolari le due costruzioni a campanile situate ai fianchi della palazzina che racchiudono delle scale conducono alla terrazza superiore ed alla sala del caffè. A fianco della palazzina si trova un edificio che racchiude la Cappella del Re con colonne in marmo disposte a cerchio e sostenti la cupola. All’interno della palazzina si può visitare una vastissima panoramica che riguarda tutti i più disparati<strong> oggetti d’uso quotidiano, da quelli inerenti ai diversi mestieri a quelli legati a usi magici, fino a quelli religiosi. </strong></p>
<p>Numerosi sono i prodotti dell’artigianato, spesso espressione di una semplice ma raffinatissima cultura. Interessante e quanto mai preziosa, la collezione di vestiti tipici locali, nonché di tessuti, tele, biancherie e tappeti di manifattura artigianale ma di grande pregio.</p>
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