La Cagliari vera e sincera


Da sempre i viaggiatori sbarcano e ripartono, e Cagliari continua a vivere la propria quotidianità. E una vecchia signora mollemente adagiata sui colli in riva al mare,che riceve i suoi ospiti con una certa riservatezza.

Ma a pensarci bene è solo un gran vantaggio per chi arriva in visita e ha l’opportunità di scoprirla senza i filtri dell’industria turistica. Le guide, quelle si leggono a casa o in viaggio, poi, una volta sbarcati dall’aereo o dalla nave, bisogna chiuderla in valigia. Cagliari è una città dove è un piacere chiedere informazioni e dove il “detto” a ancora un senso.

Chi affamato si aggira alla ricerca di un ristorante conviene che infili la testa nel negozio del barbiere o in una farmacia e il nome che entrambi indicheranno sarà senza altro giusto. Al di la delle credenze sui sardi taciturni, ai cagliaritani piace parlare e chiaccherare. Eccome! E se il tema è il quartiere emerge subito l’orgoglio di appartenenza.

Questa è la dimensione da conoscere, facendo ben attenzione all’equilibrio tra passato,presente e futuro, e alla vita della gente comune.Senza dimenticare il mare che è sempre li, esattamente dietro l’angolo. Cagliari vista dal largo e dal cielo sembra pittosto estesa, ma va girata a piedi come fanno i suo abitanti.

La passillara è una vera e propria arte, nulla a che vedere con lo struscio. E un modo di concepire il passeggio come un procedere lento per dare respiro alla chiaccherata, e se l’argomento all’improvviso diventa importante lo si sottolinea con una sosta che dura il tempo di dare il giusto peso alle parole. Una strategia del camminare con piacere in una città dove le salite e le discese sono un continuo alternarsi.

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