Esoterismo, Magia e Leggende a Torino


C’è una torino ancora tutta da vedere, quella dei miti e delle leggende, della magia bianca e nera, del sacro e del profano.

Essa fa parte del triangolo della magia bianca, con Praga e Lione, e della magia nera con Londra e San Francisco.
Perchè questa presenza nei due triangoli magici?
Perchè si dice che a sua posizione geografica sia situata esattamente su di un flusso di energie che si intersecano esattamente sul 45°parallelo, segnato dall’obelisco risiendente in piazza Statuto e detto anche  ” la porta dell’Inferno”.

Infatti sotto questa meravigliosa città ci sono grotte e gallerie che passano da alcuni punti come Palazzo Madama.
Sotto quest’ultima si dice risiedano la grotte alchemiche dove gli alchimisti di Casa Savoia cercavano di trovare la pietra filosofale, sostanza capace di mutare qualsiasi tipo di  metallo in oro. In una di queste gallerie vi morì Pietro Micca, durante l’assalto francese alla città, a causa di esalazioni velenose date da alcune esplosioni all’interno dei cunicoli.

E sempre a torino nel 1555, visse Michel Notre-Dame. Nacque nel 1503 a Saint-Rémyde-Provence e venne chiamato a corte dai Savoia, per curare la duchessa Margherita di Valois compagna del duca Emanuele Filiberto, sotto il soprannome di Nostradamus.
Fu ospitato a villa Domus Morozzo, oramai distrutta, situata non lontano da quella che oggi è piazza Statuto, residenza del patibolo, della casa del boia e della necropoli dei giustiziati.

Come è noto a tutto il mondo, Torino ospita la Sacra Sindone e con essa molti miti riguardanti il Sacro Graal e una croce modellata da un pezzo di legno proveniente dalla croce portata da Cristo;
quest’ultima si pensa che sia riposta nei sotterranei della Basilica di Maria Ausiliatrice.

Il Sacro Graal, il calice ove, secondo la leggenda, nell’ultima cena Gesù bevve e fece bere gli apostoli e successivamente Giuseppe d’Arimatea ne raccolse all’interno il sangue di Cristo.
Recentemente sono stati scritti dei romanzi e sono state appurate alcune ipotesi sul possibile significato della parola “Sacro Graal”;
forse il più famoso, grazie al libro e successivamente al film, è “Il codice Da Vinci” dove spiega che il significato potrebbe aderire, tramite la possibile derivazione da “Sang Real”, alle parole “sangue reale” cioè la stirpe di discendenza del sangue di Cristo sposato con Maria Maddalena.

Quest’ultima, dopo la crocefissione, fuggì in barca e approdò in Provenza con il figlio che avrebbe avuto da gesù; spiegherebbe ciò il motivo di una possibile discendenza dal sangue reale del figlio di Dio.

Lo storiografo Daniel Scavone è giunto all’ipotesi che la leggenda del Graal sia stata ispirata da un oggetto legato alla sepoltura di Gesù e che ne “conteneva” il sangue, la Sacra Sindone.

Molti furono, secondo le testimonianze, i luoghi dove risedette il sacro graal, ma oltre a ipotesi e possibilità che esso sia una delle reliquie custodita in alcune cattedrali, tra le quali quella di Genova e Valencia, non si hanno certezze.

Ma ecco cosa ci porta a Torino: la chiesa della Gran Madre di Dio. Il luogo secondo i quali l’angioletto, volto alla donna, guarda il calice nella mano sinistra della statua e lo sguardo della statua della Fede indicherebbe la direzione in cui è nascosta la coppa.

In realtà la Fede è da secoli raffigurata con il Calice in una mano non solo in questa chiesa ma in centinaia di altre; ma una coincidenza rende ancora più mistico il fatto; lo sguardo volge su di un palazzo che sulla facciata raffigurerebbe dei calici.

Insomma… Torino è una città affascinante con storie di ogni genere, sacre e occulte, rappresentate da obelischi, statue, fontane e cunicoli sotterranei pieni di mistero; immancabili le storie sui fantasmi che la popolano e delle loro apparizioni in pubblico.
Leggende come il Portone del Diavolo e personalità del calibro di Nostradamus abitano o hanno abitato questa magnifica Città.
Molte sono le cose affascinanti che girano attorno al mondo esoterico e mistico di Torino, risalenti addirittura ai tempi degli antichi egizi, ma l’unico modo per non perdersi nulla è visitare la città e assaporare, con le sue specialità gastronomiche e il suo buon vino, l’aura mistica che si cela nella provincia Piemontese.

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