Quando Firenze si accende ecco “Lo scoppio del Carro”


Si chiamava Pazzino De Pazzi ed era fiorentino doc. Il 15 luglio 1099 fu il primo crociato a innalzare il vessillo cristiano sulle mura di Gerusalemme. Un onore ricompensato da Goffredo di Buglione con tre scaglie di pietra del Santo Sepolcro, gelosamente custodite e portate a Firenze due anni dopo.

C’è proprio questo episodio alla radice dello Scoppio del Carro che, il giorno di Pasqua, vede un razzo a forma di colombina, innescare i fuochi artificiali da un carro, detto Brindellone. I fuochi di oggi altro non sono che gli eredi della scintilla ricavata dalla tre pietre. Fiamme sacre destinate a esser distribuite al popolo come simbolo pasquale di vita nuova.

Ma se lo spirito rimane quello di una volta, la spettacolarità oggi è maggiore. A cominciare dalla festa in costume che anima la città, la domenica mattina. Qui 150 fra armati,musici e sbandieratori del calcio storico fiorentino, accompagno il carro, trainato da due paia di candidi buoi infiorati.

Il percorso va da Porta a Prato fino in piazza del Duomo,dove trova posto fra il Battistero e la Cattedrale. Al cento del Gloria, alle 11 precise, si da fuoco alla miccia che scorre lungo un cavo che, partendo dal coro maggiore del Duomo, raggiunge il carro dando vita a uno spettacolo pirotecnico dal cui esito,un tempo venivano tratti auspici sull’andamento dell’anno.

Una grande esplosione di gioia che conclude le privazioni quaresimali. E, a proposito di Quaresima, periodo tradizionalmente magro, in Toscana è usanza consumare la tipica ribollita. Si tratta di una zuppa a base di fagioli, cavolo nero, cipolla, pane raffermo lasciato riposare qualche minuti dopo una prima cottura e poi bollita di nuovo.

Post correlati

Sottoscrivi RSS dei commenti

Non ci sono commenti per questo post

Perfavore, scrivi qualcosa per rilasciare il commento

* Campi obbligatori

Privacy Policy - Racconti di viaggi dal mondo