Viaggio alla scoperta di Palermo


Palermo ha un notevole patrimonio architettonico ed artistico spaziando dagli stili barocchi a quelli arabo normanni, dai resti delle mura puniche a al neoclassicismo dei teatri. A oggi è il principale centro storico, culturale, economico-amministrativo sicilianoe una della principali mete turistiche regionali, nazionali ed europee.

Tra i monumenti  spicca la Cattedrale, uno dei monumenti più belli e più significativi di Palermo ed anche uno dei più unitari nonostante la commistione degli stili, la sovrapposizione delle tendenze architettoniche e, proprio grazie alla sua articolata struttura riconducibile a diversi momenti stilistici si nota il susseguirsi delle trasformazioni che si riallacciano direttamente alla sua storia e a quella di Palermo.

Già l’insieme della piazza si presenta grandioso. La sua sistemazione voluta dall’arcivescovo Simone da Bologna nel XV secolo, mentre al XVII risalgono le scenografiche balaustre ornate di statue che la recingono.

La cattedrale venne fatta edificare dall’arcivescovo Gualtiero Oggamilio nel 1184 sul posto ove sorgeva un edificio religioso che fu prima cristiano, poi musulmano e infine di nuovo cristiano. Trasformazioni, decorazioni ed ampliamenti avvennero nel 400, nel 700 ci fu la più decisiva manomissione dell’edificio ad opera di Ferdinando Fuga che trasformò la struttura della cattedrale in pianta a croce latina.

Nel suo insieme dunque la chiesa subì, profonde alterazioni che lasciarono solo in parte intatto il primitivo impianto normanno il quale è riconoscibile essenzialmente nell’impostazione della navata centrale, nelle stupende adsidi e nella parte inferiore della torre campanaria.

Il palazzo dei Normanni è un complesso grandioso e severo articolato in diversi corpi e inserito nel cuore della città fortificata, l’antica Paleopoli, molto famoso per le vicende storiche di cui è stato protagonista e per il suo valore artistico.

Edificato già sotto gli Arabi, fu sede dell’emiro sul luogo, dove sorgevano le rovine dell’antico centro fenicio, fu ampliato e ristrutturato soprattutto in epoca normanna, quando venne abbellito nei numerosi ambienti con diversi capolavori pittorici, scultorei ed architettonici. Qui risedettero i re Normanni e svevi che non solo ne fecero il centro politico di Palermo, ma anche l’ideale nucleo culturale della città come sotto Federico II che ne fece il centro propulsore di quella scuola siciliana che fu parte attiva ed integrante delle prime fasi della letteratura italiana.

Lo splendore che caratterizzò per tanti anni la sede dei reali di Sicilia conobbe, con la fine della dinastia sveva brutta interruzione ed allora il palazzo cadde per lungo tempo in uno stato quasi di totale abbandono e degrado, dal quale si riprese solo nelVI° quando gli spagnoli, per volontà dei loro Vicerè, decisero di provi di nuovo la sede del
loro potere e quindi iniziarono una decisiva opera di restauro e di trasformazione.

E del 1616 infatti la realizzazione, ad opera del Vigliena, della massiccia facciata, l’abbattimento della torre normanna e la strutturazione delle corti interne. Altre aggiunte, anche se di, minor rilievo, riguardano i secoli successivi: a partire dal 1921 il palazzo è stato oggetto di accuratissimi studi che hanno portato di nuovo in evidenza ambienti e settori della costruzione che si pensavano perduti. Ad esempio quelli gravitanti intorno alle cosiddette prigioni, le
stanza del tesoro e la sala degli Armigeri. Oggi il palazzo è sede della regione Sicilia.

Insomma, Palermo è una città dai colori e dalle sfumature tanto vivaci quanto antiche e merita vivamente di essere visitata.

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