Parchi e Terme: il benessere e fiorito


Ecco tre mete perfette per passare un week and perfetto all’insegna del relax;

Alto Adige - Merano: trattamenti a base di uva, lana e fieno oltre a piante di tutto il mondo. Se nelle modernissime terme progettate, ci si può concedere qualche ora di relax tra piscina, sauna, bagno turco e massaggi, nei giardini di Castel Trauttmansdorff ci s’immerge tra piante e fiori, passeggiando in mezzo a ulivi limoni e conifere.

LazioStigliano: Amate da Etruschi e poi dai Romani le terme di Stigliano, nell’entro terra laziale a pochi chilometri da Roma, sono un luogo magico. Grazie alle acque sulfuree che scorrono in profondità e all’eccezionale microclima, qui cresce un’esuberante flora spontanea. Un parco naturale di oltre venti ettari circonda il Grand Hotel, oggi sedi di un lussuoso complesso termale: tra prati e bordure miste trovano spazio aceri, querce centenarie, lecci, pini marittimi.

CampaniaIschia: tre ettari di vegetazione costellata di vasche e getti d’acqua. Intorno, solo rocce, lentischi, cipressi e ulivi. E più in la., il mare. Siamo a Lacco Ameno, nel parco idrotermale del Negombo. Creato come orto botanico, destinato a ospitare palme e ficus, oggi questo giardino è un’oasi di benessere con piscine di acqua di mare e termale calda e fredda.


Itaca: La magia della pace


Sembra che il suo destino sia quello di non essere trovata: i turisti sono pochi, ma quando ci arrivano sono ben accolti. E’ un’isola charmant, e gli hotel lo sono altrettanto. Sul porto ad anfiteatro del capoluogo, Vathy il Perantzada Art Hotel è un quattro stelle con 18 camere in cui tessuti colorati e lampade di design si mixano ad arredi razionali.
Il tutto in una villa neoclassica disegnata dall’architetto tedesco Ernst Schiller.

Altro bellissimo hotel è il Dendrinos Ithaki Villas, un complesso di tre case tradizionali in pietra con piscina per 2,4 o6 persone, la loro magia è la location: immerse tra gli ulivi sulle colline di vathy.

Anche l’idea della tenuta Levendis Estate, nel nord dell’isola, è di offrire a gli ospiti un’esperienza di totale relax: le quattro case, ognuna con due camere, sono nel mezzo di un uliveto biologico, non hanno televisione ne aria condizionata. A Vathy non troverete il vostro locale tra le taverne schierate sul porto, ma a quarto d’ora di auto sulle colline, potrete trovare Chani, vista mare e ottima cucina.

Se passate da Friskes, fermatevi alla taverna Ulysses per una grigliata di pesce a base di sardine, gamberi e aragosta. La vera sorpresa però, è al villaggio di Platreithias: il menu greco mediterraneo creativo, a base di soli prodotti freschi, iniziate con il saganaki, il formaggio di pecora fritto con pesto di rucola e continuate con le pappardelle agli spinaci e tortino di pesce.


Isole Solovki: L’arcipelago delle notti bianche


Le Solovki hanno un posto ben preciso nella conoscenza russa. Se dite a qualcuno che volete andarci, noterete inevitabilmente un’espressione curiosa: Le isole? Il Mar Bianco? Che meraviglia! Queste isole sono davvero affascinanti, solitarie e lontane, un frammento di tradizione condito di monasteri e cappelle piene di santi e sacerdoti.

Ma Le Solovki sono anche una terra di fantasmi, “la madre dei Gulag”: un’unica, grande foresta che si estende su sei isole roccioso e molti isolotti, dove centinaia di migliaia di persone hanno trovato la morte nei campi di lavoro forzato. Come nessun’altro posto le Solovki rappresentano una contraddizione: incarnano il bene e il male.

Quasi sei secoli fa, alcuni monaci ortodossi russi raggiunsero queste isole in cerca di nutrimento spirituale. Diffidavano della civiltà con le sue tentazioni, delle insidie e delle distrazioni che stare in mezzo ad altra gente implicava. Qui forgiarono un nuovo stile di vita, tranquillo e solitario, con la sola compagnia di dio, della preghiera e dei pescatori.

Edificarono un grande monastero di mattoni, che a un certo punto ad alcuni parve perfino eccessivo e fin troppo frequentato, tanto che misero a costruire cappelle più piccole e a scavare casette nella terra umida sulle sponde più remote delle isole. Oggi il monastero si erge, imponente tra il lago e l’imboccatura del porto.

Dentro, di solito ci sono dei turisti che, in gruppo o da soli, fanno la spola tra le cappelle e le pietre tombali di santi uomini. Ma si vedono soprattutto monaci barbuti in tunica nera, intenti a portare secchi d’acqua e guidare i pulmini.


Venezia: Nuovi luoghi per l’arte


Ai giardini e all’Arsenale torna l’evento clou della contemporaneità creativa, la 53° Biennale d’arte intitolata: fare Mondi. La principale novità e l’inaugurazione del nuovo padiglione alle Rese delle vergini dell’Arsenale, che ospita gli artisti chiamati a rappresentare il nostro paese( fino al 22 novembre).

Più o meno contemporaneamente sul Canal Grande si tiene il secondo grande opening d’inizio estate; Il museo di Punta della Dogana. Costato 14 mesi di lavori e 20 milioni di euro d’investimenti, è la nuova creatura dell’imperatore e mecenate francese François Pinault. A dirigere i restauri è stato chiamato lo stesso architetto con il quale due anni fa Pinault aveva brindato al restyling di Palazzo Grassi.

Semplice e razionale come tutte le sue opere, il museo di Ando ha la forma della prua di un vascello che sbuca sul Canal Grande. Un riferimento formale alla punta dell’isola di Dorsoduro, moderno ma con chiari riferimenti al passato. Tolte le tracce di precedenti ristrutturazioni, sono, infatti, tornati a parlare i mattoni e le capriate degli antichi magazzini della punta della Dogana da Mar. Nuovo, invece, il design per porte e finestre, e nuove le colonne in calcestruzzo in prossimità dell’ingresso.

L’antico crocevia del commercio marittimo è diventato cosi la nuova base dell’arte contemporanea. Su 4290 metri quadrati di superficie, oltre 3000 saranno dedicati all’esposizione permanente di 140 opere della collezione Pinault.


Girona


La città di Girona (o Gerona, in Catalano) si trova in Spagna, nella regione della Catalogna. La Provincia di Girona, fra le più importanti della zona, confina con la provincia di Barcellona.

Raggiungere Girona da qualche anno è diventato molto semplice, infatti l’Aeroporto di Girona, si trova a pochi chilometri dalla città, ma anche a poco più di un ora da Barcellona: all’Aeroporto di Girona atterrano numerose compagnie low cost, quindi molti turisti passano a Girona prima di andare a Barcellona.

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