Venezia: Nuovi luoghi per l’arte


Ai giardini e all’Arsenale torna l’evento clou della contemporaneità creativa, la 53° Biennale d’arte intitolata: fare Mondi. La principale novità e l’inaugurazione del nuovo padiglione alle Rese delle vergini dell’Arsenale, che ospita gli artisti chiamati a rappresentare il nostro paese( fino al 22 novembre).

Più o meno contemporaneamente sul Canal Grande si tiene il secondo grande opening d’inizio estate; Il museo di Punta della Dogana. Costato 14 mesi di lavori e 20 milioni di euro d’investimenti, è la nuova creatura dell’imperatore e mecenate francese François Pinault. A dirigere i restauri è stato chiamato lo stesso architetto con il quale due anni fa Pinault aveva brindato al restyling di Palazzo Grassi.

Semplice e razionale come tutte le sue opere, il museo di Ando ha la forma della prua di un vascello che sbuca sul Canal Grande. Un riferimento formale alla punta dell’isola di Dorsoduro, moderno ma con chiari riferimenti al passato. Tolte le tracce di precedenti ristrutturazioni, sono, infatti, tornati a parlare i mattoni e le capriate degli antichi magazzini della punta della Dogana da Mar. Nuovo, invece, il design per porte e finestre, e nuove le colonne in calcestruzzo in prossimità dell’ingresso.

L’antico crocevia del commercio marittimo è diventato cosi la nuova base dell’arte contemporanea. Su 4290 metri quadrati di superficie, oltre 3000 saranno dedicati all’esposizione permanente di 140 opere della collezione Pinault.


In Praise of Shadows: mostra al Benaki Museum di Atene


Nel nuovo edificio del Museo Benaki è in mostra un originale punto di vista sul rapporto fra il teatro d’ombre tradizionale turco e greco, il cinema d’avanguardia degli anni 30 e l’arte contemporanea.

La rassegna In Praise of Shadows riunisce opere provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo: dal cinema di silhouette di Lotte Reininger ai film d’animazione di Ladislas Stare-witch, padre ante litteram di una disciplina che sempre più permea il lavoro di artisti contemporanei, come Nathalie Djurberg.

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Torino: A Est di niente


Non se ne sa quasi nulla, eppure la creatività artistica dei paesi dell’Asia Centrale, cioè le cinque repubbliche ex sovietiche oltre ad Afghanistan e Mongolia, ha molto da dire.

In oltre cento opere di 30 artisti, la mostra alla nuova fondazione 107 lascia emergere un’interessante visione del mondo a metà tra Oriente e Occidente, che ha saputo rielaborare in modo proficuo l’esperienza del comunismo e lascia affiorare identità presovietiche e addirittura preislamiche.

vedi anche Esoterismo, Magia e Leggende a Torino

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Copenhagen: Future Has Arrived


Una società sostenibile, nuove città senza anidride carbonica, un’architettura fisiologica e meteorologica, l’uso di prodotti deperibili: il futuro è arrivato. E’ l’architettura ne tiene largamente conto adeguando strutture e materiali, stringendo alleanze con l’alta tecnologia, valorizzando le risorse a basso impatto ambientale.

I nuovi confini della progettazione e dell’edilizia per uno sviluppo sostenibile sono esplorati, nella grande mostra al Louisiana Museum, attraverso il lavoro di alcuni dei più importanti studi di architettura e nei laboratori condotti da Ecosistema Urbano.

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L’Hermitage di Amsterdam e il suo doppio


Con una mostra sulla corte russa dell’ottocento ha aperto il 20 giugno il nuovo Hermitage di Amsterdam, sede distaccata del celebre museo di San Pietroburgo. Fino a gennaio sono in esposizione 1800 pezzi unici, tra mobili d’epoca, preziosi gioielli, porcellane e lussuosi abiti da ballo, che testimoniano lo sfarzo all’epoca degli zar.

Conclusa la mostra “alla corte russa”, sono già in agenda esposizioni su Matisse, Picasso e su Alessandro il grande. Situato sulle rive dell’Amstel, in un ex casa di cura ristrutturata dagli studi di architettura Hans van Heeswijk, l’Hermitage è un complesso multifunzionale di 9000 metri quadrati, con due grandi sale espositive, un auditorium, negozi, un lounge bar e un caffè ristorante, il Neva aperto fino all’una di notte.

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