Il rilievo della Scozia meridionale è dominato dalle Southern Uplands, il grande sistema collinare che attraversa la regione in tutta la sua lunghezza. Per molto tempo, fu più facile navigare lungo costa che valicare queste alture, sicché le anguste e fertile aree litoranee furono le prime a essere abitate e, tuttora, sono tra le più popolose della regione.
Nelle terre migliori si coltivano cereali e si alleva bestiame da latte, mentre gli ondulati altipiani dell’interno ospitano sterminati greggi di pecore.
Innumerevoli castelli e residenza fortificate rievocano una secolare storia di conflitti confinari: furti di bestiame, ruberie, saccheggi, incendi erano all’ordine del giorno. Ma i ricordi più vivi di quei tempi turbolenti sono forse legati alle grandi abbazie dei Borders a Melrose, le loro splendide rovine veri monumenti dell’arte della distruzione, bastano a testimoniare i fasti del passato.
Oggi la regione è decisamente più tranquilla e la maggioranza degli odierni invasori è armata di crivello e badile. La costa orientale del paese, con le sue spiagge, i centri di villeggiatura, i villaggi di pescatori e le operose cittadine industriali, è da tempo un’area a spiccata vocazione turistica: parecchie delle sue località devono la fama al poeta e romanziere Walter Scott, che immortalò nei suoi romanzi la storia e la cultura delle denti di Scozia.
La località di Sferracavallo sorge sulla costa occidentale di Palermo, al di là del capo Gallo ed alle pendici dell’omonimo monte che scende aspro e selvaggio fino al mare creando un ambiente naturale di indubbia suggestione per l’emergere di picchi rocciosi in mezzo ad un paesaggio decisamente brullo.
vedi anche Sicilia: Monreale
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Era la metà del trecento quando i nobili impiegavano stoffe rare e preziosi, i pesanti panni di lana pettinati a Firenze, le sete provenienti da Cipro, Damasco e Lucca; il tutto ravvivato dai colori che il progresso dell’arte dei tintori permetteva di ottenere in un’infinità di sfumature, vedi anche Photographic Workshop in Toscana.
L’arte della seta o di Por Santa Maria nacque alla fine del secolo XII, nella zona della piazza del Mercato Nuovo, oggi conosciuta come Loggia del Porcellino. Intorno ad essa si concentravano le sedi delle più ricche e potenti corporazioni di arte e mestieri, come quella dei Mercanti di Calimala, della Lana e del Cambio.
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Ci sarà stato certamente un motivo per cui l’uomo più potente del mondo, all’apice del suo trionfo decide di abbandonare la capitale nella quale dominava il proprio impero, e si ritirò a Capri, dove fece costruire un palazzo di cui oggi possiamo ammirare solo i ruderi, ma che appare folgorante e imprescindibile come l’isola che lo ospita.
Tacito scrisse che a quei tempi c’erano ben dodici ville imperiali, e da allora Capri ha attirato scrittori e poeti capi di stato e rivoluzionari, stelle del cinema e pittori, che nel corso dei secoli l’hanno celebrata come il luogo dove vivere il sogno di una vita solare, completamente isolata dalla quotidianità del mondo a pochi chilometri di distanza.
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Da sempre i viaggiatori sbarcano e ripartono, e Cagliari continua a vivere la propria quotidianità. E una vecchia signora mollemente adagiata sui colli in riva al mare,che riceve i suoi ospiti con una certa riservatezza.
Ma a pensarci bene è solo un gran vantaggio per chi arriva in visita e ha l’opportunità di scoprirla senza i filtri dell’industria turistica. Le guide, quelle si leggono a casa o in viaggio, poi, una volta sbarcati dall’aereo o dalla nave, bisogna chiuderla in valigia. Cagliari è una città dove è un piacere chiedere informazioni e dove il “detto” a ancora un senso.
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