In questa città, frizzante e vivace tutto l’anno, le aree dove ci si dà appuntamento per un drink o una serata in discoteca sono il centro storico, il lungomare e la zona del castello. Veradero Club, in sitle vecchia cantina cubana, si trova nel centro e offre ristorazione, musica cubana e reggae, ma nel fine settimana si “converte” alla house.
Le ragazze entrano e bevono gratis il giovedì al Movida, sede della Lady night. Appena fuori città al Biggest si alternano musica house, latina e liscio; allo Tsunami Club si gode di ampi spazi e un mix di architettura e sonorità differenti. Influssi orientali e mediterranei al Buddha Beach, disco bar molto informale.
Il Caffè degli Spiriti è un restaurant- Cafè che d’estate diventa luogo d’incontro per l’aperitivo, per la cena o per far notte con Dj set e musica. Prima di andare a ballare ci s’immerge nell’elegante atmosfera del Baretto, mentre all’Arkè Lounge Restaurant la domenica si mangia a ritmo di Dj.
Sempre ben frequentate, sono le discoteche Corte Noa a Pula, in una casa tipica campi danese, e lo Zelig di Villa San Pietro. Ma per ammirare il migliore panorama della città non si può mancare una puntata al Libarium o al belvedere di Monte Urpinu, dove è situato il Pasha.
Blu e dintorni, bianco abbagliante, il verde dei ginepri e dei lentischi. Guardare dall’alto Cala di Trana(OT), in fotografia o per i più fortunati, da un elicottero sembra una bandiera tricolore dalle cromie decise, quasi nette in bande distinte.
Da vicino, a nord di Palau, davanti all’arcipelago della Maddalena, lascia a bocca aperta quell’aria di cala-bomboniera fatta di sabbia e contornata da rocce granitiche. Un luogo tipico per una dichiarazione d’amore o per fare pace, perché oltre a essere bellissima è estremamente tranquilla e riservata.
La si può raggiungere solo dal mare o a piedi, con una bella passeggiata lungo la costa di Punta Sardegna. Mentre Cala Sisine(NU) è uno spettacolo di falesie a picco sul mare, che da oltre 500 metri d’altezza si immergono ripidissime nelle acque di un turchese mai uguale a se stesso. L’aria è marina, ma quando si arriva in questa cala si pensa anche ai monti per via di quei due costoni rocciosi che la fiancheggiano e per la foresta sulle pareti della gola con alberi di carrubo e leccio che hanno secoli.
L’azzurro del mare è cangiante per i giochi di luce che il sole riflette sul fondale fatto di sabbia bianca, grossi chicchi calcarei e sassi arrotondati dal gioco delle correnti. Vi si accede in barca o battello.
La più mondana delle spiagge sarde è sicuramente Liscia Ruja (OT), rinominata “ long Beach” questa grande mezzaluna di sabbia bianca e fine che si tinge di rosa verso la battigia è una delle più estese della costa smeralda e anche la più “in”, attrezzandotisi e ideale per chi si vuole divertire a fare vip watching.
Durante l’anno ha il profumo del corbezzolo e del cisto ed è animata dai cinghiali, ma durante i mesi clou dell’estate diventa meta di famosi e famosissimi. In luglio e agosto arrivano gli ospiti degli alberghi extra lusso della zona e sull’acqua è un continuo sfilare di panfili “abitati” da facoltosi vacanzieri.
Pezzo forte della stagione è il beach party di Ferragosto, pieno zeppo di paparazzi. Altra spiaggia da non sottovalutare è Poetto (CA), giovanissimo e trendy, eden del divertimento. Al litorolale esteso per 9 chilometri si arriva dalla città anche con i mezzi pubblici. Gli stabilimenti tradizionali di un tempo, i famosi “casotti” sono stati rimpiazzati da svariate strutture balneari, bar, negozi e anche un luna park che fanno dell’area un prolungamento del centro
La zona più frequentata dai giovani è la n 6. Ci sono due stabilimenti balneari, tutti i servizi per la permanenza in spiaggia e gli sport d’acqua. I chioschi in spiaggia sono punti di ritrovo fino a oltre il tramonto.
Tra i 30 pozzi sacri, concentrati per lo più nella zona sud-ovest della Sardegna, uno dei più interessanti è quello di Santa Cristina a Paulilatino (OR). Dal recinto a forma di buco di serratura con sedili in pietra, si accede all’imboccatura del pozzo, fatta a trapezio.
Man mano che si discende nel buio, i gradini, disposti in cerchi concentrici, si restringono, conducendo fino ai bordi del pozzo, sovrastato da una grande camera a volta.
All’esterno, sulla destra del recinto si notano tetti di capanne, un piccolo nuraghe tradizionale e uno più grande, fatto a capanna, lungo circa 13 metri, forse un albergo per i pellegrini che si recavano al pozzo oppure un abitazione per i capi delle tribù federate che vi si riunivano in occasione delle feste solenni.
Da notare l’allineamento della sezione trasversale del pozzo, orientata come a Santa Vittoria di Serri, secondo il meridiano, in modo che a mezzanotte precisa, nel periodo della sua massima declinazione tra dicembre gennaio, la luna piena si andasse a specchiare sul fondo del pozzo.
Non è solo questione d’accenti vocali. Se qualcuno avesse dei dubbi, vada a Ortigia e guardi bene la Fonte Aretusa, l’unico specchio d’acqua dolce d’Europa che ospita sia le papere, sia i papiri.
Guida pratica per i non siciliani: Ortigia è l’isola su cui si estende il centro storico di Siracusa. Quanto ad Aretusa, oggi è una sorgente che sgorga a due passi dal mare; un tempo era una ninfa bella e imprudente, che si tuffo nuda tra le onde.
Il dio marino Alfeo la vide e l’abbordò in modo spiccio, lei fuggì a riva e, per evitare altre molestie, si trasformo in una fonte purissima, priva di ogni appeal. La storia, come giurano molti poeti, da Omero a D’Annunzio, passando per Ovidio, è tutta vera.
Per vedere Aretusa bisogna attraversare quasi tutta Ortigia. Si parte da uno dei tre ponti che collegano la terraferma all’isola e subito ci s’imbatte nei resti di un tempio dorico, dedicato ad Apollo, souvenir di tempi gloriosi, quando Siracusa era la capitale morale della Magna Grecia, patria di Archimede, genio che non vinse il nobel solo perché nacque troppo presto.
Il tempio è l’unico ricordo di quei tempi, tutto il resto è sepolto sotto edifici di epoche successive; arabeggianti, neoclassici, liberty e soprattutto barocchi. Il risultato è un groviglio di case, chiese, vicoli, traboccante di balconcini ricamati come pizzi e di cavi elettrici che assomigliano a liane, che l’Unesco ha preso sotto la sua tutela come Patrimonio culturale dell’Umanità.
Palermo ha un notevole patrimonio architettonico ed artistico spaziando dagli stili barocchi a quelli arabo normanni, dai resti delle mura puniche a al neoclassicismo dei teatri. A oggi è il principale centro storico, culturale, economico-amministrativo sicilianoe una della principali mete turistiche regionali, nazionali ed europee.
Tra i monumenti spicca la Cattedrale, uno dei monumenti più belli e più significativi di Palermo ed anche uno dei più unitari nonostante la commistione degli stili, la sovrapposizione delle tendenze architettoniche e, proprio grazie alla sua articolata struttura riconducibile a diversi momenti stilistici si nota il susseguirsi delle trasformazioni che si riallacciano direttamente alla sua storia e a quella di Palermo.
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