Lo chiarisce già la definizione: le dimensioni erano i mausolei di famiglie eminenti, in grado di contenere fino a 200 morti. Queste monumentali sepolture hanno l’ingresso formato da grandi lastra di pietra, spesso incise o istoriate, alte circa 2 metri, con una cella rettangolare e terminavano a semicerchio sul fondo.
Il soffitto in genere era piatto, ma negli esemplari più antichi era ricurvo, come una barca capovolta, forse a simboleggiare la barca che trasportava i defunti nell’aldilà. La maggior parte delle tombe è rivolta a sud-est, alcune invece si aprono in direzione del sorgere della luna o delle stelle più brillanti, come Sirio o Rigel.
Da non perdere la tomba dei giganti di Li Lolghi di Pascaredda, nei pressi di Calangianus (OT), del 1500 a.C. Nei pressi di Arzachena c’è anche Coddu Vecchju, dove nei giorni degli equinozi, la luce dell’alba entra nel corridoio tomba attraverso l’apertura della stela.

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