La bellissima e felice Capri


Ci sarà stato certamente un motivo per cui l’uomo più potente del mondo, all’apice del suo trionfo decide di abbandonare la capitale nella quale dominava il proprio impero, e si ritirò a Capri, dove fece costruire un palazzo di cui oggi possiamo ammirare solo i ruderi, ma che appare folgorante e imprescindibile come l’isola che lo ospita.

Tacito scrisse che a quei tempi c’erano ben dodici ville imperiali, e da allora Capri ha attirato scrittori e poeti capi di stato e rivoluzionari, stelle del cinema e pittori, che nel corso dei secoli l’hanno celebrata come il luogo dove vivere il sogno di una vita solare, completamente isolata dalla quotidianità del mondo a pochi chilometri di distanza.

La lista è impressionante: Pablo Neruda, Axel Munthe ma anche Mariah Carey e Harrison Ford, questi sono solo alcune delle celebrità che sono passate da Capri. Per la bellezza, certamente, per l’atmosfera ridente, per il contrasto unico tra dolcezza e forza, solarità e solennità ma anche per l’idea di promessa che Capri è riuscita a comunicare sin all’inizio della propria storia.
La Spettacolarità del luogo e la costante presenza di un’autentica dimensione culturale non possono certo nascondere i pochi momenti tragici, come il periodo della conquista da parte del terribile Hayreddin Pasha, detto Barbarossa.

A metà del cinquecento tenne l’isola sotto un dominio di terrore. Ancora oggi Capri riesce a essere memoria e identità, e nonostante qualche concessione di troppo ad anonimi negozi di lusso nella parte più commerciale, mantiene in vita la stessa atmosfera ridente che accolse i primi visitatori.

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